APcom Italy 23 mar 2004 M.O./ STEIN: ALCUNE FAZIONI FATAH POTREBBERO UNIRSI A HAMASGli scenari del dopo-Yassin secondo un noto esperto americanoDi Simonetta Della Seta Washington, 23
mar. (Apcom) - "E' possibile che nel dopo-Yassin alcune fazioni
palestinesi di base a Gaza e finora legate ad Arafat si uniscano
a Hamas". A parlare è Kenneth Stein, professore di
Storia contemporanea del Medio Oriente presso la Emory University
di Atlanta, a lungo consigliere di Jimmy Carter per le questioni
mediorientali, in questi giorni a Washington per una conferenza
sugli stessi temi. "Penso a gruppi come le Brigate Abu Raysh,
o quelle Saladdin Al Ajoubi - spiega Stein ad Apcom - Negli ultimi
mesi c'è stata una forte erosione tra queste fazioni di
Gaza e l'Autorità centrale a Ramallah, incluso Arafat. Diversi
articoli apparsi sulla stampa palestinese indicano come questi
giovani armati di stanza a Gaza si siano sentiti, sia a livello
finanziario che politico ed ideologico, in un 'cul de sac' ed è possibile
che nel movimento di rivolta che si creerà dopo l'uccisione
di Yassin, questa gente andrà a rinforzare le fila dei gruppi
islamici, e in particolare di Hamas che avrà bisogno di
ossigeno e braccia"."Tuttavia
non sarà un processo facile, poiché quando entra
nuova gente bisogna sempre mettere da parte qualcuno, e in un clima
di forte nervosismo come quello creato dalla morte dello sceicco,
ciò potrebbe far lievitare le faide interne che già esistono
nel movimento islamico" prosegue Stein."In questo
senso è possibile che Israele abbia fatto dei calcoli molto
precisi: frammentare ancora di più una organizzazione già a
pezzi", continua. "Dietro l'uccisione di una persona
malata e anziana come Yassin deve esserci un obiettivo preciso
e ben studiato che va oltre il desiderio di eliminare un uomo chiaramente
responsabile della morte di molti ebrei".Stein si chiede
poi "cosa significa per Israele mettere a punto un'operazione
del genere prima dell'annunciato ritiro da Gaza", e come sarà possibile "a
questo punto evacuare i coloni da un'area in tumulto"."Questo
assassinio mi ricorda moltissimo quello di Abu Jihad, il braccio
destro di Arafat, a Tunisi all'inizio degli anni Ottanta - afferma
poi l'esperto americano - Da allora gli israeliani hanno sistematicamente
allontanato dal presidente palestinese qualsiasi persona competente
che fosse in grado di dargli consigli ad un certo livello. Nello
stesso modo stanno smantellando Hamas. Chi potrà prendere
il posto dello sceicco Yassin? Nessuno dei leader politici ha il
suo carisma religioso.Che impatto avrà questa
operazione sui militanti di Hamas ad Amman o a Damasco? Sono sicuro
che gli israeliani abbiano calcolato tutto".Forse non è un
caso che Muhammad Dahlan (l'uomo della sicurezza palestinese stimato
da Israele poiché nel 1996 imprigionò gli autori
degli attentati anti-israeliani e fermò per alcuni mesi
il terrorismo, ndr.), da mesi a Gaza, pare si trovi ora a Londra.Sharon - dice
Stein - potrebbe aver progettato un 'governo palestinese ombra'
sul quale contare quando sarà il momento di affidare Gaza
a qualcuno. Il governo israeliano non sarebbe certo felice di consegnare
le chiavi della Striscia di Gaza a Hamas e ad al Fatah e non è escluso
che l'intelligence abbia monitorato il tentativo dei due movimenti
di mettersi d'accordo. In fondo l'ultimo attentato, al porto di
Ashdod, fu rivendicato dai duegruppi con un
comunicato congiunto. Un segno non da poco". "A un governo
ombra palestinese - conclude Stein - potrebbe partecipare prima
o poi anche Marwan Barghouti, ben 'protetto' nelle carceri israeliane".SdsVista da Washington,
la decisione israeliana di eliminare lo sceicco Yassin è stata
quasi un atto di eroismo."Israele ha il diritto di difendersi”,
spiega Hillary Clinton a una colazione con alcuni esponenti delle
United Jewish Communities d’America. “Pensiamo cosa
succederebbe se anche qui ci fossero continui attacchi: spingeremmo
in tutti i modi il governo ad agire, a fare qualcosa di forte,
incluso eliminare coloro che ispirano ed appoggiano gli attentati". "Solo
dopo l'11 settembre, e alcuni solo dopo Madrid, abbiamo capito
meglio che cosa è successo in questi anni a Israele. Che
la lotta fatta dallo Stato ebraico contro il terrorismo è solo
una piccola parte della lotta che dobbiamo intraprendere tutti,
nel mondo libero, contro lo stesso male”. “Se siamo
contro il terrorismo – conclude la senatrice democratica
- allora dobbiamo essere a favore di Israele e ammirare il modo
in cui resiste e si difende di fronte al terrore".Per gli americani
insomma Israele resta un baluardo, e “lo sceicco Yassin -
come commentano osservatori e uomini comuni - non era altro che
il suo Bin Laden”.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />Benché nei
comunicati ufficiali l’Amministrazione Bush abbia cercato
di prendere le distanze dall’uccisione di Yassin - esprimendo “profonda
preoccupazione” e invitando alla calma - , in una conversazione
privata con il ministro degli Esteri israeliano Silvan Shalom in
visita a Washington il consigliere per la Sicurezza Nazionale Condoleezza
Rice si è lasciata sfuggire parole che esprimono un saldo
allineamento. “C’è sempre la possibilità che
il Medio Oriente veda giorni migliori – avrebbe detto la
Rice a Shalom - e alcune delle cose discusse e fatte da voi israeliani
potrebbero avvicinare questa opportunità”.Per Jonathan
Schanzer, giovane analista di punta del Washington Institute for
Near East Policy, studioso dei movimenti islamici palestinesi, “Israele
starebbe pensando di far fuori presto anche Arafat”. L'uccisione
dello sceicco Yassin andrà fortemente a vantaggio di Israele
e potrebbe non rimanere un caso isolato, anzi, presto potrebbe
essere seguita dall'assassinio di un calibro ancora più grosso,
il più importante". Di Simonetta Della Seta |